Carnevale di Malesco – Carnuà de Mélèsch

Il Carnevale di Malesco “Carnuà de Mèlesch” fonda le sue origini in tempi antichi, già alla fine dell’ottocento era una tradizione consolidata, carnevale significava musicanti “sùnai” e ballo.

A partire dal giovedì grasso cominciavano i festeggiamenti per il Carnevale, con i suonatori che giravano per le osterie e le vie del paese, per le otto dovevano trovarsi al luogo prescelto per il festino “festitt” che poteva essere un solaio, un’osteria, addobbati con lenzuola e fiori, la festa proseguiva fino al mattino seguente, durante tutta la festa non si perdeva occasione per concedersi degli sfizi, immancabili erano i “runditt” .

La festa era diretta da un vero e proprio comitato, le maschere che un tempo erano veramente numerose, per poter entrare dovevano farsi riconoscere dal Capitano della festa che riconoscendoli e lasciandoli entrare ne garantiva la serietà; a dirigere i balli c’era il tenente con l’aiuto dei “matuzitt” e del “trapule”, a seconda dell’orario si facevano diversi balli, i più rilevanti sono “la matuzzinàa” ballo a copie dove i matuzitt, con dei campanelli “ciuchitt”alle caviglie dirigevano le danze e a braccetto con la propria dama saltellavano per la sala componendo incroci, dettavano anche il cambio di ritmo e il modo di ballare, l’altro ballo era “ul bal dul trapule” ballo simile ad una recita nel quale le figure del trapule e della sua fidanzata “la Mariana bela” ballavano e fingevano la morte dell’amato trapule e la sua resurrezione ad opera della bella Mariana.

Tutti i componenti del comitato avevano una divisa.

Il venerdì ed il sabato la comitiva carnevalesca partiva alla volta della valle intera poiché non in tutti i paesi si festeggiava il carnevale, con un carretto e i “sunài”al seguito, si portava una zangola “biravurie” e si distribuva panna, a volte imbrattando per scherzo i visi delle ragazze più giovani.

L’ultimo giorno de lCarnevale, il martedì grasso, a mezzanotte dopo i balli si andava in piazza dove si allestiva un falò e tra urla e pantomime si bruciava  “ul pupulazz” ed il Carnevale volgeva al termine lasciando il posto alla penitente Quaresima.

“Facciamo Rivivere il Paese”
Scoprire o ritrovare usi e costumi del passato attraverso un viaggio reale e virtuale che appaga la vista e arricchisce l’intelletto.

Progetto ideato e realizzato dall’Accademia dei Runditt di Malesco, liberamente tratto dalla “Storia di Malesco” di Giacomo Pollini 1896 e da testimonianze scritte ed orali di Maleschesi.

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Progetto realizzato con il contributo di:

in collaborazione con:

Illustrazioni di Lorenzo Cancelli

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